Marco Vettraino dipinge in pretto stile impressionista, con pennellate eleganti, rapide e sicure il volto eterno, atemporale della natura. Si sofferma nello studio dei riflessi dell'acqua che si estendono a tutto il paesaggio, dando un senso di continuità visiva.

In lui infatti, l'acqua è viva, soprattutto vera. Scorre in ruscelli con brevi flutti verdastri, solcati da luci bianche, si spande in stagni glauchi che un soffio fa fremere di colpo, allunga l'albero di una barca spezzandone l'immagine riflessa, assume tinte opache che si illuminano di improvvisi chiarori.

Egli possiede tale raffinata sensibilità che riesce a trasfondere, nelle sue opere, misura, equilibrio ed un malinconico lirismo, raggiungendo nella libertà del segno, una grande intensità compositiva.

In alcune rappresentazioni pittoriche di Vettraino la figura umana viene presentata, in maniera ricorrente, di spalle, quasi in un naturale, riservato ed imperscrutabile isolamento.

Da qui emerge la nota forse più tipica di tutta l'espressività di Marco Vettraino, l'inquieta, caratteriale meditazione sull'"io", il continuo vedere e vedersi fuori di sé quasi un confrontarsi con una formulazione puramente naturalistica e la profonda consonanza con il mondo della civiltà contemporanea.




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