La pittura è il medium che consente a Marco Vettraino di rimanere in contatto con l'universo che ama e che per lui non è sostituibile: tutta la sua pittura, anche quella apparentemente non assimilabile ad un processo generale è sempre legata ad un iter iniziale che sembra rinsaldare ogni parte dell'opera ed istituire un filo d'unione ideale.

C'è sempre in lui una delicatezza, un rispetto della realtà, un'attenzione che si trasforma in rigore stilistico, la pennellata sobria ed equilibrata non cede al desiderio.

Egli insegue il proprio istinto potente e profondo, che lo porta ad identificare le immagini primarie e semplici del sentimento e della passione nell'atto stesso di generarle come sua personale visione.

Il pittore domina con padronanza stilistica un vasto amalgama di colori: si osservi come i segni, ora rapidi ora bloccati, invadono la superficie della tela. Ogni visione iconografica non lo è tale naturalmente, ma è acquisita attraverso il filtro della coscienza e della propria scoperta umana.

La restituzione dell'hic et nunc esistenziale è immediata, instaurando una sorta di sospensione temporale che traduce in rarefazione poetica la concretezza del racconto.

La sua pittura è soprattutto emozione offerta agli altri: relazione autentica tra l'io e il sé, tra il sé e gli altri; non come trauma dell'esistenza ma come equilibrio.

Le opere di Vettraino devono essere osservate oltre la loro apparente leggibilità nel loro significato più profondo, senza lasciarsi appagare o respingere soltanto dai valori in superficie.

Si può quindi comprendere quanto sia autonomo e prezioso il suo linguaggio I cui valori prendono vita dai tempi ritmati della tecnica e da una manualità tanto attenta che sembra riprodurre movimenti antichi di secoli.




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